
Porte invisibili
si schiudono
tra bagliori notturni,
suonano lente
note di silenzio.
Mondi perduti,
paradisi segreti,
echi di desideri
sospesi
su brezze di ricordi.
Specchi mi riflettono:
caos di pensieri,
zoo d'emozioni,
abisso d'incertezze
mosaico di paure.
Realtà Altre,
in bianco e nero
fioriscono
libere
da convenzioni ed etichette.
Labirinti e Sfingi,
scrigni ed enigmi
sussurrano i confini
d'un io
in cerca di sè.

Parole infrante,vuote
Inganni di silenzi lacerati
Mute risposte implorate
A domande ormai appassite.
-Immersi in abissi soffocanti
Il nulla su cui atterrare-
Identità sfuggenti,instabili
Il tempo scorre su di noi,
Paralizzati nella speranza
D’una salvezza ormai opaca.
-Attesa vana
Plus ça change, plus c’est la même chose-
Illusione preziosa,disperata
“Oggi l’appuntamento ci sarà
Poi che faremo si vedrà
Non ci resta ormai che star qua…”
-Riso amaro dell’assurdità
Godot non verrà-
*Samuel Beckett
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