Descrizione

Che cosa rende la vita tanto preziosa?
Un viaggio alla ricerca di ciò che mi fa sentire viva...


Chi sono

Utente: avca
sono una siciliana di 24 anni con un vasto bagaglio di sogni e fantasia. Innamorata,curiosa, ogni tanto pignola, piena di vita e di voglia di conoscere..ma come dice Pirandello è difficile dire veramente chi io sia...


Il mio Libro


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Grazie mille Edo

N ettare di purezza
O asi di freschezza
E lisir di dolcezza
M agica gentilezza
I ncanto di bellezza



Grazie mille Patrizia1973

A rpeggi in disegni
V olando sottile,
C urando gli affreschi
A urore in aprile.
N ascevi già artista,
O ndeggia la stilo
E stratta dal cuore
M ietendo quel filo
I nciso a parole.


Dediche


Grazie mille
Ultimo0


Luce di stella
Gemma di primavera
Sei eterno incanto


Grazie mille
Maxilpoeta


Di leggiadra luce
hai donato poesia all'arte
cingendoti di gloria
nella primavera della tua vita.

Dono di un canto di gioia
posato sullo scrigno dell'arte
regalaci sempre emozioni,
noi siamo qua per onorarti
vestiti d'umiltà
con una penna che ci guida
fra le tue novità.

A te porgo i miei auguri
affinchè il tuo cammino segua
le orme di un tempo che muta
fra le clessidre della tua bravura.

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venerdì, 10 aprile 2009
alle ore 23:02
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      tag:  citazioni, riflessioni, vita, speranza, emozioni



C'è un tempo per tutto...

Oggi ogni cosa è avvolta nel dolore!
Aliena guardo le immagini che scorrono ignare della loro gravità sulle reti televisive e piango di fronte a tale catastrofe: quante vite strappate vie così d'un colpo, quanti corpi freddi qualche ora fa battevano e respiravano senza saper che avrebbero perso tutto...

C'è un tempo per la poesia e un tempo che spegne ogni sorriso...
C'è un tempo in cui si può solo sentire la tragedia celata fra lacrime e singhiozzi, in cui le parole si mischiano alla polvere dei detriti...

Adesso è solo il tempo della riflessione, della rabbia e del lutto...

In particolare penso a tutti quei ragazzi della casa dello studente seppelliti crudelmente sotto ignobili macerie...
Io ero come loro, una studentessa universitaria che ha vissuto lontano da casa e dagli affetti per inseguire un sogno, che ha sofferto e sudato per ogni materia in più scritta sul libretto, felice e spaventata per l'avvicinarsi del traguardo finale.
Come festeggiare adesso la mia laurea sapendo che per tanti altri questo giorno non arriverà mai?
Adesso sento solo rabbia e dolore nel vedere infranti quei desideri e muti quei cuori...
 
C'è un tempo per piangere e non dimenticare quanto la vita sia fragile ma estremamente preziosa...

POEMA SUL DISASTRO DI LISBONA(1755)

Poveri umani! e povera terra nostra!
Terribile coacervo di disastri!
Consolatori ognor d'inutili dolori!
Filosofi che osate gridare tutto è bene,
venite a contemplar queste rovine orrende:
muri a pezzi, carni a brandelli e ceneri.
Donne e infanti ammucchiati uno sull' altro
sotto pezzi di pietre, membra sparse;
centomila feriti che la terra divora,
straziati e insanguinati ma ancor palpitanti,
sepolti dai lor tetti, perdono senza soccorsi,
tra atroci tormenti, le lor misere vite.
Ai lamenti smorzati di voci moribonde,
alla vista pietosa di ceneri fumanti,
direte : è questo l’effetto delle leggi eterne
che a un Dio libero e buono non lasciano la scelta?
Direte, vedendo questi mucchi di vittime:
fu questo il prezzo che Dio fece pagar pei lor peccati?
Quali peccati ? Qual colpa han commesso questi infanti
schiacciati e insanguinati sul materno seno?
La Lisbona che fu conobbe maggior vizi
di Parigi e di Londra, immerse nei piaceri?
Lisbona è distrutta e a Parigi si balla.
Tranquilli spettatori, spiriti intrepidi,
dei fratelli morenti assistendo al naufragio
voi ricercate in pace le cause dei disastri;
ma se avvertite i colpi avversi del destino,
divenite più umani e come noi piangete.

[...]

Della distruzione la natura è l'impero.
Un debole composto di nervi e di ossa
non può non risentir del turbinìo del mondo;
questo misto di polvere, liquidi e di sangue
fu impastato perché si dissolvesse;
e i pronti sensi di nervi tanto vivi
fur soggetti al dolor che poi gli dà la morte.
E' questo che m'insegna la legge di Natura.

[...]

Questo mondo, teatro dell’orgoglio e dell’errore,
di disgraziati è pieno che credon tutto bene.
Ognun si duole e geme mentre il bene cerca;
nessuno vuol morir, rinascere nemmeno.
Eppur nei giorni destinati al dolore,
le lacrime asciughiamo col piacere;
ma il piacere svanisce e passa come un'ombra,
mentre le pene, le perdite e i rimpianti sono tanti.
Il passato non è che spiacevole ricordo,
oscuro è il presente se non c'è avvenire,
se il nulla sepolcrale distrugge l'io pensante.
Tutto ben sarà un giorno: è questa la speranza;
tutto oggi è bene: è questa l'illusione.
I saggi mi ingannavan, solo Dio ha ragione.
Umile nei miei sospiri, prono nei miei dolori,
non me la prendo con la Provvidenza.
Di men lugubre umor fui visto un tempo
dei dolci piaceri cantar le leggi seducenti.
È cambiato col tempo il mio costume ed in vecchiaia,
partecipe di umana e malintesa debolezza,
cercando un po’ di luce nella notte oscura,
non posso che soffrire senza dir parola.
Una volta un Califfo, alla fin di sua vita,
al Dio che adorava rivolse una preghiera:
“Ti porto, unico Dio, che limiti non hai,
quel che non hai nel tuo potere immenso:
i difetti, i rimpianti, il male e l’ignoranza.”
Ma aggiungere poteva: la speranza.

Buona Pasqua  a tutti di cuore
per quel che è possibile...


Così incapace di trovar le giuste parole, mi è venuta in mente una poesia straordinaria di un insolito ma geniale Scrittore, pungente, umano e profondo... si tratta di un lungo poema scritto da François Marie Arouet, conosciuto da tutti come il grande Voltaire, in occasione del terremoto del 1755 che distrusse Lisbona...



domenica, 08 marzo 2009
alle ore 17:13
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      tag:  pensieri, riflessioni



In questo giorno tutti credono di dover esser gentili con le donne perché è la loro festa...poi che i restanti giorni si risponda loro male, non ha importanza.
Feste, alcool, spogliarelli e divertimento per liberale le energie del mondo femminile incatenato invisibilmente.
Inoltre ci si ricorda delle tragedie passate e attuali che riguardano il nostro e l'altro emisfero della terra, quello così lontano da noi che ci appare irrimediabilmente oscuro: rabbrividiamo bigotti e poi dimentichiamo...

Dicono che la donna è un universo incomprensibile e che mai l'uomo riuscirà a penetrare nei suoi silenzi e nei suoi segreti...ma chi mai si è posto la domanda all'inverso?
Si esaltano fra rose, mimose e parole galanti le sue virtù e fragilità, le sue pene d'amore e sofferenze come se l'uomo fosse solo un carnefice pronto alla guerra piuttosto che all'amore,
privo di sentimenti, di scrupoli, beffardo nello spezzare il cuore di una giovane fanciulla
Si pensa che l'uomo sia solo interessato al sesso(quale miglior giorno d'oggi per approfittarne tra scalmanate che dimostrano così la loro libertà), mentre il sentimentalismo sia tipicamente femminile: tuttavia il sesso non è mai affare del singolo ma di una coppia...

Trovo che tutto ciò sia solo un modo per elevare confini e barriere, per riporre in categorie, compartimenti stagno dove la comunicazione risulta difficile se non impossibile... Smettiamola con quest luoghi comuni e stereotipi.
Perché invece non considerare il genere umano come un insieme di esseri complementari ed essenziali l'uno all'altro, immersi in un unico flusso, la vita?

PS:non rido delle tragedie che avvengono quotidianamente per le vie del mondo, al contrario meriterebbero più attenzione di cosmetici, profumi, abbigliamento e gossip,più spazi d'una semplice celebrazione.

Perdonate la mia riflessione...





sabato, 07 marzo 2009
alle ore 14:16
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      tag:  pensieri, riflessioni, versi in libertà



 

Respira a fatica
polmone del mondo
reciso ogni giorno
di dolenti membra.

Languisce la vita
flebile il battito
sacrificio vano
di legno,lo spreco.

Diana in lutto avvolta
nuda e fredda giace
la sterile terra
bruto scempio umano.

S'innalzano al cielo
boschi d'immondizia
nell'eco di tonfi
il verde s'estingue.




giovedì, 13 novembre 2008
alle ore 18:34
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      tag:  riflessioni, versi in libertà



Leaf by Unquiet Spirit

 

Impermeabile roccia,

gelida materia,

muta pietra

che rotola indifferente

fra monti e vallate.

 

Tragico sorriso

di un’immobile maschera

che inneggia falsamente

sogni e desideri infranti

fra smarrite genti.

 

Immutabile luce

d’astri solitari

nel vuoto infinito

di remote nebulose

cullata d’immortalità.

 

Tentazioni d’essere

Quel che non si è.

 

Guardami,

sono cristallo

che irradia tutti i cieli,

foglia immersa

nelle sue stagioni.




venerdì, 07 settembre 2007
alle ore 22:48
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      tag:  pensieri, riflessioni



E quella sera tutto sembrava diverso.Imeon sembrava vagare senza meta.Si avvicinò a quel muretto che tante sere aveva ospitato le sue gioie e i suoi dolori,lì dove il mare dominava incontrastato riflettendo il bagliore d'un magnifico cielo stellato.Decise di scendere in spiaggia e si sedette a osservare il paesaggio.Poi chiuse gli occhi e decise di affidarsi ai suoi sensi:l'odor di salsedine,il vento che sollevava la sabbia e sfiorava il suo corpo,il rumor delle onde che si infrangevano contro gli scogli...
E il lento oscillar del mare divenne presto un vagar di pensieri:esiste davvero il destino?E' già tutto scritto?Sono solo una marionetta che avanza nella scena?No...si mise a ridere.
Quel pomeriggio una zingara le aveva preso la mano e scrutando le linee e le curve del palmo tentava di venderle illusioni...perchè si ha tanto bisogno di certezze sul futuro?Perchè dominare tutto ciò che non si conosce?No...
Era sicura che il destino fosse un'utopia per  deboli...lei era la somma di ciò che era stata.I passi percorsi lungo quell'ignoto cammino avevano forgiato il suo carattere.Non lasciava che gli eventi la levigassero come le onde fan con i ciottoli.Era lei la Protagonista,era lei che tracciava la mappa della sua vita guidata da sogni e speranze.Senza meta,i suoi respiri non pensavano al domani,ma vivevano del loro istante.Proprio come il mare che non si domanda se a un'onda ne seguirà un'altra...proprio come il vento che  non sa se continuerà a sollevar ancora sabbia ma  non per questo cessa di soffiare.
Imeon aprì gli occhi e sorrise,scrutò il cielo in cerca d' una stella tutta sua.Si fermò su di una piccola ma luminosa che le infuse coraggio a proseguir nel suo viver l'attimo.